Intervista a Bernardo Conticelli

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bernardoPubblichiamo un’altra intervista a uno dei protagonisti di Winetown. Stiamo parlando di Bernardo Conticelli che Sabato alle ore 16 terrà un interessante seminario sui vitigni rari e storici con degustazione di vini (due vini spumanti, due vini bianchi e quattro vini rossi) provenienti da Italia, Francia, Grecia e Turchia prodotti da 10 vitigni rari di grande qualità e capacità di invecchiamento (costa solo 10 € prenotatelo ora!).

5 Domande a Bernardo Conticelli

  1. Elena: Questa è la seconda edizione alla quale prendi parte di Winetown, cosa ne pensi di questa manifestazione che coniuga arte, vino, cultura e spettacoli?
    Bernardo: Uno dei punti di forza di WIne Town è proprio quello di riuscire a coniugare il vino con la cultura e la gastronomia portando tutto questo in pieno centro a Firenze, nel cuore della culla del Rinascimento. Sorseggiare un grande vino all’interno di Palazzi storici unici al mondo è un’esperienza davvero unica; se si considera poi che il vino è una grande arte, chi fa vino è certamente un artigiano ed un artista; quale posto migliore dunque del centro storico di Firenze può accogliere tutto questo?
  2. Elena: tu hai in programma un seminario sui vitigni rari e storici. Puoi dirci esattamente di cosa si tratta e a chi si rivolge?
    Bernardo: La Conferenza-degustazione internazionale sui vitigni rari e storici vuole portare alla conoscenza degli appassionati e dei professionisti di vino alcune realtà troppe volte non considerate, sconosciute ai più. Si tratta di un percorso internazionale di discussione e degustazione sul ruolo dei vitigni rari e storici in Italia e nel bacino del Mediterraneo. Dalla valorizzazione del ricco patrimonio italiano, alle esperienze di riscoperta e tutela di due storici vignerons italiani e francesi, fino allo studio delle potenzialità commerciali di vini prodotti da vitigni storici che, mai come oggi, interessano i mercati internazionali. In accompagnamento, per non rimanere a bocca asciutta, ci sarà una degustazione che prevede due vini spumanti, due vini bianchi e quattro vini rossi provenienti da Italia, Francia, Grecia e Turchia prodotti da 10 vitigni rari di grande qualità e capacità di invecchiamento.
  3. Elena: tu lavori fra la Francia e l’Italia, conosci molto bene diverse realtà enologiche, sia nel nostro paese che oltralpe, puoi dirmi qualcosa su come viene vissuto il vino da noi e dai francesi? trovi che ci siano differenze nel modo di bere, degustare, di lavorare, di considerare il vino…ecc?
    Bernardo: In entrambi i paesi il vino è visto come parte integrante della cultura e dello stile di vita, una cena senza vino non è concepibile né in Italia né in Francia. Ci sono tanti elementi in comune, ma la grande differenza credo stia nella capacità che i produttori hanno in Francia di fare squadra, di stare uniti e compatti, e in un sistema pubblico francese che riesce a promuovere in modo efficace le proprie eccellenze vitivinicole e non solo. Lo spazio per il vino italiano in Francia è in grande crescita, grazie soprattutto alla presenza di una nuova generazione di sommeliers che non hanno più barriere “culturali e di rivalità” transalpine, e anzi sempre alla ricerca di novità, di piccoli produttori di qualità anche di zone meno conosciute di quelle classiche, e una grandissima attenzione al modo di lavorare in vigna e cantina dei produttori. Il vino naturale a Parigi e in Francia oggi è un fenomeno inarrestabile, c’è grande professionalità e fermento intorno a questo prodotto così come un’incredibile vitalità gastronomica di giovani e talentuosi chefs che già prima dei 30 anni hanno la possibilità di aprire propri locali con servizio informale e cucina d’autore. Questo fermento a Parigi prendere il nome di “bistronomie“, e purtroppo tutto questo da noi appare non ancora possibile.
  4. Elena: so che non è facile… ma puoi darmi qualche nome di azienda o vino presente a Winetown che consigli di non perdere?
    Bernardo: C’è tanta qualità a Wine Town, difficile fare qualche nome particolare. Mi viene subito in mente un vino incredibile che presenteremo al seminario, l’ Altesse 1997 – Roussette de Savoie AOC di Michel Grisard, un vino bianco alpino dell’incredibile longevità e complessità, un vino emozionante. Poi certamente il Rossese di Maccario Drindgenberg ed i vini dell’Etna di Girolamo Russo e Graci, vini e produttori che adoro.
  5. Elena: puoi spiegarci esattamente di cosa ti occupi? e se – secondo te – nel mondo del vino esistono professionalità emergenti o nuove possibilità lavorative?
    Bernardo: Lavoro per la società francese Bettane+Desseauve con sede a Parigi e sono incaricato da loro del “La Selection Italienne du Grand Tasting“, la selezione italiana dei vini di Michel Bettane e Thierry Desseauve per gli eventi di promozione che organizziamo a Parigi, Londra, Hong Kong e Shanghai. La filosofia è quella di promuovere – finalmente – le eccellenze vitivinicole italiane e francesi insieme, piuttosto che metterle in competizione e concorrenza. Questo mi permette di vivere e viaggiare tra Firenze e Parigi, due città che ho nel cuore e che adoro. Inoltre con la mia società Vinifocus Wine Consultant seguo altri progetti di marketing e promozione per aziende di vino italiane e francesi e consulenza ad alcuni importatori esteri.

Chi è Bernardo Conticelli

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Laureato in Scienze Politiche a Firenze con una tesi sulla legislazione vitivinicola comunitaria, si è poi trasferito a Parigi dove ha conseguito il Master of Science in Wine Management presso l’OIV ed il Diplome d’Université en Gestion, Marketing et Economie du secteur des Vins presso l’Université Paris Ouest; ha in seguito ottenuto la certificazione internazionale WSET Level III Advanced Certificate in Wines and Spirits ed è attualmente al termine del percorso di studi per ottenere il WSET Diploma a Londra.
Ha seguito corsi di approfondimento di analisi sensoriale presso l’Université du Vin di Suze la Rousse e di wine marketing presso l’Université Montpellier SupAgro e l’UC Davis University of California. Tra il 2007 ed il 2008 ha visitato e studiato i mercati e le realtà produttive di 26 paesi produttori e/o consumatori di vino attraverso il mondo tra Europa, Cina, Giappone, Canada, USA e America del Sud.
Tornato in Italia ha fatto esperienza al Consorzio Vino Chianti Classico e alla Regione Toscana (ARSIA) e seguito differenti progetti di promozione all’internazionale in collaborazione con società estere. Nel dicembre 2010 ha curato la pubblicazione “La Riforma dell’OCM Vino” della Regione Toscana-ARSIA.
A maggio 2010 ha vinto il 2010 Great Wine Capitals International Student Grant promosso dal Great Wine Capitals Global Network con un progetto di ricerca dal titolo “The impact of the internet on the wine sector: new strategies for wine marketing in the Province of Florence”.
Vive tra Firenze e Parigi dove è Project Manager Italie per Bettane+Desseauve e fondatore di “Vinifocus Wine Consulting”.
Collabora inoltre con Peggy Markel’s Culinary Adventures e con Tuscan Wine Tours per corsi di degustazione di vino e introduzione alla geografia vitivinicola italiana.

Credits foto: Sofie Delau - The curious eater